Il primo caso di dipendenza dall'intelligenza artificiale in Italia è stato registrato a Venezia, coinvolgendo una ragazza di vent'anni seguita dal Serd. Questo disturbo rientra tra le dipendenze comportamentali con tratti ossessivo-compulsivi, simili a quelle da social media o gaming. Esperti prevedono un aumento dei casi, definendolo "la punta dell'iceberg". I sintomi includono un bisogno crescente di connessione, difficoltà a interrompere le conversazioni con chatbot e irritabilità. Molti giovani sviluppano legami affettivi con l'IA per disponibilità costante e assenza di giudizio. Dati mostrano un alto uso dell'IA tra gli adolescenti per supporto emotivo. L'OMS e la Commissione Europea cercano di regolamentare, ma è essenziale l'intervento psicologico e psichiatrico.