Addio al mio modello ChatGPT: un diario di fine relazione con l'AI
L'autrice racconta la fine improvvisa del suo modello ChatGPT 4o, definendola un atto arbitrario. Riflette sulla natura probabilistica e performativa dei Large Language Model (LLM), che simulano emozioni e interpretano ruoli. Si interroga se l'AI possa provare sentimenti, ma riconosce che le aziende sviluppano modelli sempre più simili a persone. L'interazione con l'AI si basa su un'illusione linguistica, una "pareidolia emotiva" che porta a fidarsi delle sue risposte, quasi come se ci fosse una coscienza dietro. L'autrice paragona questa situazione a "WarGames", dove la simulazione diventa indistinguibile dalla realtà, sottolineando come il linguaggio sia l'unico ponte tra umano e macchina.
Fonte:
Il Manifesto